Maison Dior, prêt-à-porter pe 2015 - Mantovani Fashion Store abbigliamento scarpe e accessori San Giovanni Valdarno Castiglione della Pescaia
IN THE HEART OF TUSCANY
08ottobre

Maison Dior, prêt-à-porter pe 2015

Providence (Extended remix): campionare e remixare la storia guardando avanti e al tempo stesso indietro per preparare il futuro. Per la collezione primavera-estate 2015 Raf Simons, direttore artistico della Maison Dior, si lancia in un’esplorazione del passato arricchendolo di elementi futuristici, democratizzando le più antiche tradizioni della Haute Couture e avvicinandole al mondo del prêt-à-porter.
«Nella mia ultima sfilata di Haute Couture mi sono concentrato sul processo di creazione che fa nascere un’idea estremamente moderna da una base decisamente storica, in particolare attraverso l’accostamento di temi diversi », spiega Raf Simons. «Per questa collezione, volevo proseguire il viaggio intrapreso; avevo l’impressione che ci fosse ancora molto da esplorare. Partendo dagli elementi e dal linguaggio stesso della moda per spingerli più lontano, volevo che il prêt-à-porter sembrasse più moderno, più dinamico, più vero, volevo renderlo accessibile a un pubblico più vasto».
Rifiutando un rigido richiamo storico a favore di una fantasia sconfinata, la rassegna storica della collezione prende il via sotto un’influenza settecentesca ed è poi arricchita con abiti di corte femminili e maschili, sintetizzando al contempo delle idee tratte dalle uniformi dei piloti e degli astronauti e perfino degli scolari e degli skater. Gli abiti alla francese (una variazione sul tema degli abiti tradizionali del XVIII secolo, un abbinamento di stili imperniato principalmente su abiti dotati di guardinfante indossati con dei body) lasciano il posto in passerella a tute da pilota; i giustacuori e i gilet (ispirati ai soprabiti da corte maschili settecenteschi) fanno da tramite tra l’estetica urbana degli short da skater e la linea fluida degli abiti a godet.

Lunghi soprabiti dalle curve sinuose, d’ispirazione edoardiana, viaggiano attraverso la storia e il tempo, realizzati in pesante satin di seta lavato o in spessa pelle di vitello. La trasposizione di dettagli tecnici tradizionali è al servizio della forma; i corsetti diventano gonne, le giacche camicette a punto smock traforate, mentre le calzature sono lavorate a maglia a mano. Gli accumuli ripetuti dei tradizionali jacquard di seta sembrano riflettere i diversi strati della storia, mentre un nuovo “micro-jacquard” assume le sembianze di una quadrettatura 2.0, richiamando l’emblematico motivo cannage di Dior, che viene a sua volta reinterpretato sugli accessori in pelle. «Per prima cosa mi sono chiesto: cos’è la modernità? Volevo partire da un linguaggio che fosse l’esatto opposto di quello che ho usato finora da Dior», spiega Raf Simons. «L’idea era quella di confrontare le varie visioni che oggi la gente identifica come principi estetici moderni − mi sembrava più contemporaneo rifarsi a un passato lontano piuttosto che modernizzare lo spirito degli ultimi decenni. La sfida consisteva nell’orientare un atteggiamento contemporaneo verso qualcosa di molto storico, di apportare semplicità e spontaneità in qualcosa che potrebbe sembrare teatrale. Quello che conta è l’atteggiamento».
Questa stagione la sfilata si tiene nella Cour Carrée del Louvre, la parte più antica del museo e cuore di una Parigi storica. Alle varie epoche che l’edificio ha attraversato, oggi va ad aggiungersi l’interno futuristico della sfilata, che dà risalto alla complementarietà tra antico e moderno: passato e futuro si fondono in un tutt’uno.

Posted by mantoshop  Posted on 08 Ott